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Farine di legumi, tutti i benefici e come utilizzarle in cucina


Tempo fa avevamo già affrontato l'argomento pasta di legumi come valida alternativa senza glutine, ora vorrei approfondire l'argomento grazie all'intervista trovata su Napoli Today alla dott.ssa Rosanna Giordano biologa e nutrizionista.

L'intervista si può introdurre con la conclusione, cioè che questo tipo di farine sono più proteiche, ricche di fibre e di sali minerali, in pratica sono un’ottima alternativa alle tradizionali farine di frumento, ma attenzione a come si usano i condimenti. Qui, per esempio, ti avevo proposto 5 idee per condire la pasta di legumi.

Le farine di legumi sono una scoperta degli ultimi anni. Stanno andando molto di moda perché, essendo prive di glutine (ricordate di leggere sempre le etichette), sono adatte a chi deve di ridurre o eliminare questo complesso proteico dalla propria alimentazione.

Ne esistono diverse tipologie: la farina di fave, di piselli, di ceci, lenticchie, di fagioli, ecc.

Ciò che le caratterizza è un indice glicemico più basso rispetto alla farina bianca. Nonostante questa peculiarità, però, bisogna assumerle con moderazione.

Vediamo, nel dettaglio, le singole caratteristiche delle farine più usate:

  • La farina di ceci è quella con l’indice glicemico più basso: questo tipo di farina è spesso utilizzata nei regimi alimentari vegani per completare il pool di amminoacidi essenziali. L'apporto di fibra è elevato, mentre il colesterolo è assente. Presenta, inoltre, una buona quantità di potassio, calcio, fosforo e ferro.
  • La farina di fagioli, invece, viene ampiamente utilizzata nelle alimentazioni iperproteiche, senza glutine e vegane. Generalmente questa farina viene precedentemente cotta per neutralizzare l’antitripsina, un elemento antinutrizionale che inibisce l’azione della tripsina, un enzima necessario per digerire le proteine. Si differenzia per il contenuto di potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, zinco e selenio, per l’elevato apporto di fibre.
  • La farina di fave, anch’essa ampiamente utilizzata, ma in panificazione e miscelata ad altre tipologie di farina, ha una elevata quantità di fibre e di ferro, un modesto apporto in calcio e una notevole concentrazione di fosforo.
  • La farina di piselli e di lenticchie, a differenza delle precedenti, ha un sapore molto dolce, per cui si presta bene a ricette di vellutate e creme. I valori nutrizionali sono simili a quelli delle precedenti. Queste farine sono particolarmente adatte agli sportivi per l’elevato contenuto di potassio e di magnesio, e ai soggetti anemici.
  • Di farine di soia ne esistono diversi tipi, differenti soprattutto per il tenore lipidico (sgrassatura) e per il livello di denaturazione proteica. Queste farine si differenziano per la presenza di flavonoidi (molecole bioattive di origine vegetale che fanno parte del gruppo dei fitoestrogeni) e per la loro azione simil-estrogenica. Non sono adatte, però, chi fa uso di farmaci per l’ipotiroidismo, come la levotiroxina sodica, perché potrebbero interferire con l’assorbimento del farmaco”.

Ce ne sono altre? Sicuramente si, queste sono le principali. Tu ne usi qualcuna che non è in questo elenco? Parlamene, lascia un commento sotto al post

Per chi volesse approfondire, lascio il link all'intervista completa alla dott.ssa Rosanna Giordano...




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